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Difetti di impregnazione nel legno

29/06/2026

Guida per verniciatori e falegnami

L’impregnazione a flow coating o a immersione è una fase delicata del ciclo di verniciatura dei serramenti e dei manufatti in legno. Un impregnante che non scorre in modo uniforme provoca macchie, cordonature, differenze di tono e bagnatura irregolare del supporto. Questi difetti, una volta comparsi sul pezzo, sono difficili o impossibili da recuperare.

Le cause possibili sono molte. Questo articolo tratta le tre più frequenti e più semplici da riconoscere e gestire direttamente in azienda:

  • l’umidità relativa del legno;
  • lo sviluppo batterico nell’impregnante e nell’impianto;
  • la variazione del pH dell’impregnante.

Per problemi più specifici o complessi resta consigliabile il supporto dei tecnici del fornitore, che possono affiancare l’azienda nell’analisi e nella ricerca della soluzione.

Umidità relativa del legno

Il problema

Un mercato del legname mutevole e poco lineare può portare in lavorazione materiale non stagionato correttamente, ma essiccato in modo troppo rapido e forzato. Un legno così secco si comporta come una spugna: assorbe l’impregnante in modo eccessivo e irregolare, altera lo scorrimento del prodotto e genera macchie.

Il controllo

Prima dell’impregnazione va verificata l’umidità relativa del legno. L’intervallo corretto per evitare problemi è tra 12% e 14%.

Gli strumenti di misura sono di due tipi: quelli che misurano a contatto con la superficie e quelli con punte che penetrano di qualche millimetro nel legno. Alcune indicazioni pratiche:

  • Preferire i modelli con punte, perché garantiscono una misurazione più precisa.
  • Verificare la taratura e impostare lo strumento sul tipo di supporto misurato, in questo caso il legno.
  • Eseguire le misure dove i fori non si vedono, cioè sulle parti di testa o in corrispondenza delle guarnizioni, che nasconderanno i piccoli segni lasciati dalle punte.

Le azioni correttive

Se l’umidità è inferiore al 12% si può intervenire in due modi:

  • avvisare il fornitore di legname;
  • umidificare il legno con acqua, meglio se distillata, facendola passare attraverso il normale impianto di impregnazione (flow coating o vasca).

Sviluppo batterico nell’impregnante

Il problema

La proliferazione di batteri altera le proprietà specifiche dell’impregnante e provoca difetti. Può anche influire sul pH e, nei casi più gravi, portare a situazioni irrecuperabili, come la completa disgregazione del materiale e della pigmentazione.

Le cause principali

  • Lunghi periodi di inattività dell’impianto con impregnante o liquido di lavaggio rimasto stagnante in tubi e pompe.
  • Stoccaggio scorretto in latte o fusti, soprattutto nei periodi caldi (come l’estate), con poco prodotto all’interno o con i coperchi lasciati aperti.
  • Polvere di carteggiatura non asportata correttamente dai pezzi, che viene portata in circolo dall’impregnante e si deposita nelle latte.
  • Acqua di lavaggio o di diluizione già contaminata.

Prevenzione e contrasto

  • Svuotare accuratamente gli impianti, in particolare prima delle pause estive.
  • Chiudere correttamente tutti i contenitori (latte e fusti).
  • Eliminare bene la polvere di carteggiatura prima dell’impregnazione.
  • Usare un additivo conservante nell’acqua di lavaggio dell’impianto o direttamente nel fusto o nella latta di impregnante. Nel video viene citato un additivo Remmers, usato all’1% nell’acqua di lavaggio e a dosaggio molto più basso nell’impregnante (indicativamente un tappino per una latta).

Sicurezza: prima di usare qualsiasi additivo, controllare in etichetta l’uso consigliato e i DPI (dispositivi di protezione individuale) raccomandati.

Variazione del pH dell’impregnante

Che cos’è il pH e perché conta

Il pH indica quanto un liquido è acido o basico, su una scala da 1 a 14: più il valore è basso, più il liquido è acido. Ogni liquido ha un intervallo di pH specifico, necessario a mantenerne le corrette caratteristiche.

Nel caso degli impregnanti, lo spostamento del pH dal range corretto dipende spesso da piccole reazioni chimiche interne al prodotto. Queste sono causate da sostanze rilasciate dal legno durante l’impregnazione e portate nel liquido dall’acqua contenuta nell’impregnante stesso. Il problema si riscontra di frequente alla ripresa dopo le pause estive, quando le temperature sono più alte, ma può presentarsi in qualsiasi periodo dell’anno.

Un pH fuori range influisce sullo scorrimento e provoca differenze di tono, macchie, cordonature e bagnatura irregolare. Nel video due latte della stessa tinta, una con pH corretto e una fuori range, mostrano già a colpo d’occhio una differenza di tono e, dopo l’asciugatura, differenze di macchiatura. Di norma, quando il pH esce dal range, lo fa più spesso verso il basso che verso l’alto.

L’attrezzatura necessaria

  • pHmetro, con le relative soluzioni di calibrazione;
  • sistema di miscelazione adatto ai liquidi poco viscosi, che non generi schiuma (nel video si usa un dispenser dedicato Remmers);
  • additivo correttore specifico per il prodotto, per riportare il pH nel range.

Buone pratiche per una misura affidabile

  • Calibrare lo strumento se sono passati più di 15 giorni dall’ultima calibrazione o se la misura non si stabilizza.
  • Verificare la taratura in caso di dubbio: si misura la soluzione di calibrazione a pH 7 e, se il valore si discosta di circa 0,4-0,5 punti, si ricalibra.
  • Miscelare bene prima di misurare, senza formare schiuma.
  • Misurare sempre sul liquido, mai sulla schiuma, che falserebbe il valore.
  • Pulire il bulbo del sensore dopo l’uso, meglio con acqua distillata.
  • Conservare lo strumento mai a secco, ma nel suo liquido specifico, fornito con lo strumento, per garantirne la durata.

Il range corretto

L’intervallo di pH è specifico per ogni prodotto e deve essere fornito dal produttore o dal rivenditore. Per l’impregnante mostrato nel video il range corretto è 8,4-8,8.

Il caso pratico mostrato nel video

Nella prova il pH misurato, a sonda stabilizzata, era 8,1, quindi sotto il range. Si è aggiunto l’additivo correttore in quantità indicativa dello 0,3-0,5% (nel video, circa un tappo scarso), si è miscelato di nuovo e si è ripetuta la misura. Con una sola correzione il valore è rientrato nel range. Un’immersione comparativa prima e dopo la correzione ha permesso di confrontare il risultato.


Conclusioni

Umidità del legno, carica batterica e pH dell’impregnante sono tre parametri semplici da controllare e determinanti per la qualità dell’impregnazione. Si può riassumere così:

Parametro Valore/azione di riferimento Quando controllare
Umidità del legno 12-14% Prima dell’impregnazione, su ogni lotto
Igiene di impianto e contenitori Svuotare, chiudere, additivare Soprattutto prima delle pause estive
pH dell’impregnante Range indicato dal produttore (es. 8,4-8,8) Prima di impregnare, dopo pause o in caso di difetti
Calibrazione pHmetro Ogni 15 giorni o se la misura non si stabilizza Periodicamente

Controlli semplici e regolari fanno la differenza tra un’impregnazione ottimale e difetti che, una volta sul pezzo, non si possono più correggere.